FORATURA DEL LEGNO: QUANDO L’UTENSILE FA LA DIFFERENZA

La foratura è un processo di taglio che utilizza utensili da taglio specifici, come punte a forare e serve per realizzare fori di forma circolare su materiali solidi.

In questo articolo affronteremo il processo di foratura nel legno e le sue applicazioni più frequenti.

La foratura è una delle operazioni principali per le aziende che lavorano il legno; un processo cardine nell’industria dell’arredo che necessita la massima precisione possibile per garantire il perfetto incastro dei vari componenti: realizzare fori, asole e sedi per inserire cerniere, serrature o per disporre ripiani richiede l’utilizzo di macchinari appropriati, capacità umane, dell’operatore della macchina in questo caso, e utensili adeguati e specifici per la tipologia di foro che si vuole eseguire.

Di seguito andremo ad analizzare alcuni argomenti che possono essere d’aiuto per capire la fase di foratura del legno:

  • Quali sono i macchinari per la foratura utilizzati nella pmi e grande industria
  • Le principali tipologie di foro
  • Punte per forare il legno: tipologie e caratteristiche

Macchine per forare il legno: varie tipologie

Sul mercato esistono diverse tipologie di macchine per forare il legno. In questa sezione spiegheremo in sintesi le caratteristiche di alcuni dei principali macchinari per la foratura utilizzati dalle piccole-medie e grandi industrie che lavorano il legno.

Foratrici automatiche: sono ampiamente utilizzate nella produzione di mobili; grazie all’elevato livello di automazione e velocità sono in grado di produrre un numero elevato di pezzi al minuto con la massima precisione ed eccellente qualità di finitura. Le ultime tecnologie applicate a questi macchinari permettono cambi veloci di programma riducendo i tempi di fermo macchina.

Accanto alle foratrici automatiche troviamo anche le foratrici semi-automatiche in grado di offrire massima flessibilità e performance anche agli artigiani o piccole medie industrie.

Le macchine foratrici a controllo numerico trovano un largo utilizzo nell’industria grazie alla possibilità di realizzare centinaia di fori, flessibilità elevata nella lavorazione di pannelli di diverse  dimensioni e spessore, e lavorazioni in tempo reale senza interruzioni. Il controllo numerico garantisce massima precisione e lavorazioni senza scheggiatura.

Nonostante questi macchinari di ultima generazione siano altamente performanti ed in grado di fornire massima precisione, la qualità finale del processo di foratura è determinata in anche dalla tipologia di punta a forare utilizzata.

Prima di parlare di utensili per foratura vediamo quali sono alcune delle principali tipologie di fori che più comunemente si devono realizzare.

Tipologie di fori e loro funzione

Il legno è un materiale ad elevata lavorabilità che permette di realizzare fori di varie forme e dimensioni. I fori sono principalmente di due tipi:

Foro cieco è una foratura parziale del pannello, cioè non attraversa tutto il materiale da lato a lato ma è visibile solo da un lato; le dimensioni possono variare compatibilmente allo spessore del pannello e all’utilizzo che se ne devo fare. Quando fare un foro cieco? La realizzazione di questo foro è generalmente necessaria quando si devono fissare gli sportelli di un mobile, riservare il posto a tasselli o spine per il montaggio di mensole o per assemblare componenti di una stessa struttura, come ad esempio un armadio.

Foro passante attraversa il pannello da parte a parte e può essere realizzato per motivi tecnici (come far passare dei cavi elettrici in una cucina), oppure è un’apertura necessaria per fare passare o infilare qualche componente, oppure hanno semplicemente funzionalità estetiche.

La forma del foro è definita dalla funzione che deve avere, nello specifico alcuni esempi:

Fori per cerniere sono dei fori ciechi specifici realizzati per ospitare cerniere

Fori con svasatura sono dei fori conici, possono essere sia ciechi che passanti. La loro funzione è quella di consentire l’inserimento di una vite o di un bullone a testa svasata in modo tale che la testa della vite sia allineata con la superficie del pannello.

Punte a forare per legno: come sceglierle?

Abbiamo appena parlato delle diverse tipologie e forme di foro, ma come scegliere la punta a forare più adatta per realizzarlo?

Una breve premessa: rispetto ad altri materiali quali ad esempio il metallo, il legno e suoi derivati sono decisamente più morbidi, per questo motivo la foratura del legno è un processo più semplice  e veloce rispetto alla lavorazione di altri materiali anche se rimane un’operazione piuttosto impegnativa che richiede conoscenze tecniche specifiche. La precisione con cui vengono realizzati i fori determina la stabilità e la tenuta di un mobile e la minima imprecisione può determinare la cattiva riuscita del pannello finito.

Una delle maggiori criticità di questa lavorazione è quella di garantire fori di entrata e uscita estremamente puliti, con un’ottima finitura, evitando di “bruciare” il materiale. Questi due aspetti molto importanti possono essere evitati utilizzando parametri di velocità adeguati e punte a forare con geometrie e denti adatti alla lavorazione da eseguire.

Come visto in precedenza, le macchine per forare il legno di ultima generazione sono altamente performanti e in grado di realizzare in modo estremamente preciso un alto numero di fori, ma la qualità di finitura dipende in larga parte dall’utensile che viene utilizzato.

Per la scelta di questi ultimi è dunque necessario affidarsi a produttori di utensili dalla comprovata esperienza in grado di guidare gli utilizzatori verso le tipologie, forme e dimensioni adatte, in base allo scopo della lavorazione, alla precisione che si desidera ottenere, al tipo di materiale da lavorare. Altri parametri da non trascurare sono la parte del pannello coinvolta nella lavorazione, il grado di finitura del foro che si vuole raggiungere e la profondità del foro stesso. Tutte queste variabili condizionano forma, materiale e geometria dei taglienti delle punte a forare.

Le punte a forare possono essere suddivise in base alla tipologie di foro che devono realizzare. Parleremo dunque di:

  • Punte per fori ciechi
  • Punte per fori passanti
  • Punte per cerniere
  • Punte con svasatore per realizzare fori ciechi o fori passanti svasati

Queste tipologie di punte possono avere taglienti in diamante Policristallino (PCD), Metallo Duro (HW) o Metallo Duro Integrale (HWM).

Perché utilizzare utensili in diamante policristallino

Punte a forare in PCD o metallo duro

La scelta di una punta a forare in PCD o in metallo duro può variare in base a queste caratteristiche. Le punte a forare in PCD, grazie alla loro resistenza a usura, vengono spesso impiegate per materiali particolarmente abrasivi e per forature ripetute su truciolare, MDF, MDF rivestito e melaminici. Queste punte posso avere il corpo in metallo duro (HW) o in metallo duro integrale (HWM).

Punte a forare in HW o HWM

Le punte a forare in HW o HWM vengono generalmente consigliate per la lavorazione di legno massiccio, suoi derivati e laminati.

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